I miei viandanti

sabato 31 dicembre 2011

Buon fine Anno a tutti


Ed eccoci arrivati anche alla fine di questo anno.

Come avete passato questi giorni di Natale?
 Per noi è stato abbastanza tranquillo, in famiglia, soprattutto cercando di contenere i danni delle abbuffate: stare a dieta nelle settimane di Natale è stata davvero una Mission Impossible, ma devo dire che ho combattuto strenuamente e sono riuscita a limitarmi al classico cenone e al pranzo del 25, anche perché non ho comprato assolutamente niente che poteva farmi cadere in tentazione, niente panettoni e pandori tentatori in giro per casa, torroni, dolcetti e panpepati ai quali non avrei, assolutamente, saputo resistere.
Lo so, è triste  fare colazione con le fette biscottate e la composta di frutta mentre gli altri affondano lussuriose fette di panettone nel loro caffellatte fumante, ma devo ammettere che alla fine ci si sente davvero molto meglio!

Quest'anno ho anche poca voglia di fare  bilanci, di buoni propositi.  Che dire, l'anno è iniziato nel modo peggiore, ed è proseguito tra alti e bassi, oscillando tra periodi di introspezione e periodi di ansia alle stelle, giorni in cui non si ha voglia di sentire nessuno,  in cui non si riesce a stare bene neanche  con sé stessi, figuriamoci con gli altri.

Non sono stata molto presente sul mio blog, in questo periodo, nonostante i miei buoni propositi, e me ne dispiace: devo lottare quotidianamente contro una pigrizia di fondo che, spesso, mi rende difficile fare anche le cose più semplici.  Scrivere sul blog, postare fotografie, raccontare, fare dolci, deve essere un piacere, non un ennesimo dovere, ne abbiamo così tanti nella vita, senza stare tanto a complicarcela da soli. Anche andare in giro per musei e monumenti, che io di solito adoro, mi è parsa una fatica improba: la mia macchina fotografica giace negletta da questa estate, reclamando furiosamente un pizzico di attenzione.

Ultimamente le cose sembrano andare meglio, i problemi di salute stanno rientrando, una lieve serenità sembra aleggiare sui miei giorni, e voglio approfittarne il più possibile per rilassarmi, e riprendere a fare le cose che mi piacciono, farmi tante belle passeggiate, ricominciare a vedere le mie amiche, che ultimamente sto frequentando davvero poco.

Non ho ricette particolari, per questo post di fine d'anno, nè reali nè metaforiche, ricette di dolci o ricette dell'anima: sto cucinando il minimo indispensabile, a parte minestrone e verdure in quantità industriale, però  presto mi rimetterò all'opera, prima di arrendermi del tutto al merluzzo bollito e all'insalata scondita!

Un augurio di cuore a tutti voi, spero che il nuovo anno porti quella serenità e quella leggerezza di cui abbiamo davvero tutti bisogno!

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale


Solo un rapido saluto e un abbraccio a tutti i miei pellegrini, ci risentiamo presto!

mercoledì 7 dicembre 2011

Museo dell'arte Contemporanea Roma, parte 2


Saliamo ora al secondo piano, attraverso una scala dalla forma  dopo aver  doverosamente ammirato la scala di granito grigio dalle forme quadrangolari molto rigorose (l’inquadratura dei miei piedi è intenzionale, nel caso ve lo siate chiesto). 


domenica 4 dicembre 2011

Archeologia industriale e arte (molto)d’avanguardia: il Museo Macro, parte 1



E' assolutamente ora di riprendere le nostre passeggiate romane, che ho trascurato davvero da troppo tempo. In queste mie peregrinazioni qualche volta sono da sola, altre in piacevolissima compagnia. Io e Marta, oltre ad essere unite dalla passione per il flamenco, che abbiamo praticato insieme per anni, siamo unite anche dalla passione per l’arte. Ogni tanto dedichiamo una bella giornata ad un museo, una mostra, un monumento, arte antica o moderna che sia. Ultimamente siamo andate alla scoperta dei nuovissimi (e pochissimi) musei romani dedicati alle arti moderne e contemporanee, che non è propriamente il nostro campo ma che ci piace approfondire, ogni tanto.

mercoledì 30 novembre 2011

Sapori autunnali


A grande richiesta dei miei amici di FB, ecco la  crostata che ho fatto giusto ieri, davvero particolare e riuscitissima: non avevo mai pensato di utilizzare la crema di marroni, che mi piace ma non mi fa impazzire, troppo dolce per i miei gusti, va bene a piccole dose, ma dopo un po' mi stanca.

Ho preso l'idea dalla ricetta di una cheese cake vista in una trasmissione televisiva, ovviamente poi rieborata a modo mio: anche la cheese cake non mi fanno proprio impazzire, soprattutto quelle fatte con formaggi molto grassi, e poi la base mi risulta al palato troppo burrosa. Ho pensato allora di farci una bella crostata, e la ricotta è il formaggio giusto per risultare cremoso ma non troppo grasso.

 Col fatto che posso mangiare una fetta di dolce a settimana (possibilmente crostate, non ho capito perchè), ho una splendida scusa per sperimentare tutti i tipi di crostate che esistono al mondo: certo, poi è difficile resistere a non mangiarsela tutta, però ci sto riuscendo, per ora.

E' venuta una crostata morbida, dal sapore delicatissimo di ricotta e crema di castagne e un goccio di liquore, con una spolverata di nocciole sopra che è il tocco finale, dei sapori autunnali perfetti per coccolarsi un po' ( e, ogni tanto, proprio ci vuole). La ricetta originale (della Parodi) prevedeva sopra una decorazione a base di cioccolato fuso e marron glacès sbriciolati, io  invece ci ho messo le nocciole che comunque ci stanno benissimo, come pure sarebbero perfette le gocce di cioccolato fondente.



Per una teglia da 26 centimetri:

400 grammi di pastafrolla pronta ( ogni tanto la uso, per fare prima)
oppure

300 grammi di farina 00

200 grammi di burro

100 grammi zucchero

20 grammi di fecola

4 tuorli

una bustina di vanillina (io in cucchiaio di liquore)




Per il ripieno:
250/300 grammi di ricotta di mucca
300 grammi circa di crema di marroni
1 cucchiaio di Strega
50 grammi di zucchero
1 uovo intero
granella di nocciole

Fate la frolla come al solito, tenendola mezz'ora in frigorifero.
Tiratela fuori e stendetela: io prima tolgo la parte che serve a formare la striscia intorno, poi la parte che rimane la stendo sulla carta forno su cui ho disegnato la forma della teglia, così non ne spreco neanche un pezzetto.

Rovesciate la frolla con la carta direttamente nella teglia (fate il bordo alto, sennò l'impasto, quando si gonfia durante la cottura, potrebbe uscire fuori).

Con uan frusta elettrica montate l'uovo con lo zucchero, poi aggiungete il liquore, la ricotta, e infine la crema di marroni, in modo da formare una crema liscia.

Aggiungete la granella di nocciole, quindi stendete l'impasto sulla frolla, pareggiando bene.

Spolverate abbondantemente di nocciole, quindi disponete il cordone esterno, premendo bene.

Infornate le forno caldo a 180 gradi per circa 45 minuti.

Fate freddare, quindi ponete in frigorifero.

lunedì 28 novembre 2011

Di mare e di azzurro



Siamo davvero arrivati quasi alla fine del mio viaggio estivo (vi lascio le foto del tramonto spettacolare sul Golfo di Policastro per ultime): questa è una piccola spiaggia chiamata della Grotta della Scala,  sulla costiera verso Sapri, sotto la località di Acquafredda, di cui l'immagine della spiaggia ciottolosa dalla barca, incastonata sotto l'alta scogliera.

giovedì 24 novembre 2011

Mens sana in corpore sano



Siete pregati di non invitarmi a cena, a pranzo, a colazione o ad un the danzante per i prossimi, credo, vent'anni. Tutt'al più un caffè rigorosamente col dolcificante, di più proprio non posso.

Mi hanno messo a dieta, per ragioni di salute, principalmente, per evitare ricadute e peggioramenti della patologia dello scorso anno, che ho vergognosamente trascurato, lo ammetto.  Non sono in cura da un dietologo, bensì da una nutrizionista: la dieta teoricamente non dovrebbe essere una punizione, ma uno stile di vita sano, con tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno.

Questo a parole, ovviamente: poi, nella dizione alimenti da evitare assolutamente, c'è tutto quello che mi piace di più, dolci, cioccolato, patatine, marmellate, formaggi etc etc. Mettersi a dieta proprio nel periodo di Natale è ancora più triste, però almeno si evitano abbuffate di panettoni, pandori e torroni, con conseguenti sensi di colpa e faccia cosparsa di brufoli.

Mangiare bene, in maniera sana ed equilibrata, non è solo difficile, perchè bisogna integrare le giuste quantità di proteine (carne, pesce e legumi), carboidrati e vitamine, è anche dispendioso dal punto di vista del tempo che ci vuole per cucinare tutto, e anche dispendioso economicamente.
Dopo la prima spesa fatta di cereali integrali (farzo, orzo, riso integrale), legumi biologici, composte di frutta senza zucchero, grandi quantità di frutta e verdura fresche, ho speso almeno un 20 per cento in più di quanto spendo solitamente. Il cibo spazzatura è più veloce e costa meno, sazia di più e gratifica, su questo non c'è dubbio, siano essere merendine, snack, salse e crostini.

Insomma, sto cercando di mangiare di tutto un po', alternando poca carne al pesce, ricotta e uova, con grandi piatti misti di cereali integrali e verdure che, devo dire la verità, cominciano a piacermi parecchio, soprattutto con l'orzo e il riso basmati.

Magari vi propinerò una di queste ricette dietetiche, la prossima volta, almeno soffrite un poco insieme a me.

Che c'entra il plum cake con la dieta?  La buona notizia è che la dieta mi permette una fetta di torta a settimana, rigorosamente fatta in casa (la mia nutrizionista è molto integralista, in questo campo, mi ha vietato anche tutti i prodotti in scatola come legumi e tonno, ma per ragioni di tempo qualche volta uso i prodotti già pronti)

Almeno qualche altro dolcetto posso farlo, altrimenti qui mi conveniva chiudere tutto!

Visto che siamo in tema di alimentazione sana, ecco un Plumcake senza grassi animali e con farina integrale (ormai sto diventando fissata con gli alimenti integrali)



Plumcake integrale all’Uvetta


200 grammi farina integrale

200 grammi farina 00

3 uova medio grandi

125 grammi zucchero

125 ml latte

100 grammi di olio

2 cucchiai Strega

Vanillina

1 bustina di lievito
Uvetta

Mettere a bagno l'uvetta in acqua tiepida per almeno mezz'ora, quindi scolarla e strizzarla bene.

Montare le uova intere con lo zucchero, fino a farle diventare gonfie e spumose.

Aggiungere l'olio, il liquore e il latte, poi la vanillina.

Aggiungere poco a poco la farina setacciata insieme al lievito.

Imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake di 30 centimetri, versare il composto ed infornare per 55 minuti a 180 gradi nel forno già caldo.

mercoledì 16 novembre 2011

Ancora di spiagge e di mare


Fa quasi nostalgia rivedere le foto dell'estate.

Le vacanze ormai sono un ricordo lontano, ormai vago, evaporato come i giorni dell'estate, eppure le sensazioni calde e solari delle spiagge vissute sulla costa lucana ancora non sono svanite nelle nebbie dell'inverno, almeno nella mia testa.

sabato 12 novembre 2011

Un mese di oblio


Senza accorgermene,  è passato un mese.

Ho lasciato scivolare i giorni, poi le settimane, senza scrivere nulla, senza un'idea luminosa, un guizzo di creatività; anche il mio quarto blogcopmpleanno è scivolato via in silenzio, nell'oblio più completo.

Ci sono, non sono sparita, non mi è successo nulla di particolare: semplicemente mi accontento di navigare a vista su Fb, anche se abbastanza annoiata, commento i miei telefilm preferiti nel gruppetto di amiche virtuali appassionate come me di vampiri e soprannaturale televisivo, ogni tanto faccio un dolce, mi riguardo le foto di Barcellona rimproverandomi di non averle ancora sistemate.
Tutto viene come viene, inutile imporsi le cose: quando è tempo di ricominciare, le parole cominciano a fluire di nuovo, senza costringerle.

E quindi eccomi di nuovo qui, con una ricetta facile facile.

In questo periodo ho combinato poco in cucina, però ho scoperto al supermercato i budini del commercio equo e solidale, quelli da fare con il latte, sia alla vaniglia che al cioccolato. Io adoro il creme caramel, ma farlo è una procedura un po' lunghetta, e questi sono degli ottimi sostituti, molto meno budinosi sia di quelli in vasetto che degli altri in busta che ho provato. Quello al cioccolato sembra addirittura una mousse, tanto è buono. Lì'unico inconveniente è che nel budino alla vaniglia non c'è il caramello, ma si può fare benissimo in casa, con qualche cucchiaio di zucchero semolato.

Allora, vista la mia pigrizia nel fare la crema pasticcera, ho pensato di fare la crostata con la crema del budino sopra, tanto per fare un esperimento: riuscitissimo, davvero.

Ho fatto la crema del budino, aggiungendoci un goccio di liquore Strega, e sopra ci ho messo i pinoli tipo Torta della nonna, ma si può anche profumare con la buccia di limone, oppure metterci le gocce di cioccolato fondente.

Per una teglia da 26 centimetri:

400 grammi di pastafrolla, oppure vedete la ricetta qui per una ottima frolla, perfetta per questo stampo

mezzo litro di latte intero

1 busta di preparato per budino alla vaniglia Altro Mercato

liquore (facoltativo)

pinoli

Fare la frolla e metterla per mezz'ora in frigo, quindi stenderla sulla carta forno delle dimensioni della teglia più il bordo esterno.

Mescolare nella pentola il contenuto della busta col latte freddo, quindi far arrivare a bollore continuando a mescolare con un cucchiaio di legno, far restringere secondo il tempo delle istruzioni.

Quando la crema è pronta, versarla ancora calda sulla frolla, cospargere di pinoli e quindi ripiegare il bordo. Punzecchiarla con la forchetta  (la crema si gonfia durante la cottura, però appena uscita dal forno si sgonfia e ritorna normale).

Infornare in forno caldo a 180 gradi per circa 50 minuti. Spolverare con zucchero a velo.

Conservarein frigorifero (la frolla rimane più soda)

venerdì 7 ottobre 2011

Basilicata Coast to Coast


No, non stiamo parlando del piccolo, delizioso film omonimo, che pure parte precisamente da Maratea per attraversare, costa a costa, tutta la Lucania, dall'affaccio sul Mediterraneo fino a quello sullo Ionio.
In questo caso si tratta di una piacevole gita in barca sulla costa lucana, dal porto di Maratea verso la costa campana, fino a Sapri.

mercoledì 5 ottobre 2011

Il tempo delle Mele



Non quello del film, purtroppo, quello è bello che andato da un pezzo!

L'inverno ha molti lati negativi, il freddo, la pioggia, le giornate buie, nessuno dei colori caldi e squillanti della frutta e della verdura estiva. Però io adoro le mele, non tanto semplici da mangiare, quanto nei dolci.

domenica 25 settembre 2011

Le ultime pesche della stagione



Le vacanze sono ormai un lontano ricordo, anche se questo insolito settembre appare come una coda insolitamente lunga dell'estate, che alla fine si avrebbe quasi voglia di fresco, di pioggia, di umido.

martedì 13 settembre 2011

Maratea, perla del Mediterraneo



Ed eccoci al racconto di questa estate, almeno un primo accenno.
Dopo vari anni di vcanze montanare siamo tornati in un ambiente marino (era dal viaggio di nozze che non andavamo al mare).
L'unica cosa che ci interessa è un bel mare pulito, spiagge poco affollate, qualcosa di grazioso da visitare nei dintorni, non ci piace la vita notturna e neanche quelle spiagge à la page, magari con gli animatori che cercano di animarti in tutti i modi quando tu hai solo voglia di morire sul tuo asciugamano.

venerdì 9 settembre 2011

Racconti in arretrato


Vi sto trascurando in maniera indecorosa, davvero.

Ogni tanto incontro qualcuno che mi chiede, ma come mai non scrivi più? Hai pubblicato qualcosa ultimamente? E le foto di Barcellona?  E i post sui Musei che avevi promesso ( a proposito, per chi mi chiedeva del post su Keats: non l'ho mai scritto, mea culpa mea culpa mea culpa! Ho delle foto bellissime della casa e voluminosi appunti su Byron e tutta la sua combriccola di belli e maledetti, mi ci devo mettere ma rimando da due anni.)?

martedì 30 agosto 2011

Le sette vite dei gatti

E' stato un mese pesante, in tutti i sensi.


Il ritorno dalle vacanze che risulta sempre un po' traumatico, soprattutto quando sono tutti in ferie e tu no. Dei giorni talmente caldi, afosi e bollenti che mi sembrava di essere tornata indietro all'estate del 2003, quella in cui davvero rischiavi un infarto appena mettevi in naso fuori casa, oppure rischiavi di essere inghiottito dal'asfalto liquefatto dei marciapiedi, tipo sabbie mobili.

domenica 14 agosto 2011

Ritorni e partenze


Allora, siete in partenza, oppure già felicemente in vacanza, oppure infelicemente già tornati?

Io purtroppo appartengo alla terza categoria, le mie ferie sono volate via leggere e disordinate, senza aver avuto il tempo di rilassarmi completamente, anche se una decina di giorni in posti belli solleva comunque l'umore, almeno per un po'.

Maratea è bella come me la ricordavo, forse ancora di più. E' strano, quando si ritorna dopo tanto tempo in luogo, non lo si ritrova mai esattamente come lo si è lasciato, come lo si ricorda, soprattutto se sono passati tanti anni.

Molto spesso mi è capitato di rimanere davvero delusa da posti che nella memoria, oltre che carichi di ricordi, erano anche molto belli. Li ho trovati imbruttiti, magari rovinati dall'incuria, da cambiamenti troppo azzardati e inadatti, senza quell' aura magica che li avvolgeva come un sogno.
Alcune volte, ne sono convinta, non si può rivaleggiare coi ricordi, nessun luogo sarà esattamente come l'immagine che ci è rimasta nell'anima, come le sensazioni e le emozioni che vi si associano: ormai è un posto che non c'è più, che esiste solo nella mente, idealizzato, bello e prezioso proprio perché scolpito nel cuore.

Oppure, come in questo caso, mi sono accorta di ricordare poco, di aver fissato nella mente solo impressioni generali ma pochi particolari, e di vagolare nella nebbia per quanto riguarda nomi, luoghi, strade. D'altra parte, anche se dovessi tornare per esempio ad Oslo, al Cairo, a Copenhagen o a Mosca, sono sicura che, nonostante ne abbia delle immagini chiarissime nella testa anche grazie ad accurati servizi fotografici, mi muoverei esitante come fosse la prima volta, non ricorderei dov'era l'ostello, dove andavamo a mangiare, quali posti abbiamo visitato e quali no.


Sarà che con gli anni, con l'esperienza e con l'incalzante smemoratezza, ora sono molto precisa nei miei viaggi, sui miei taccuini rilegati in pelle annoto tutto, posti, alberghi, paesi visitati, nomi di strade, di ristoranti, itinerari e spese, incontri ed aneddoti, a futura memoria.
Così mi è successo in questo tratto di costa lucana, impervio e roccioso, verdeggiante e aspro, dalle acque color smeraldo e i colori accesi delle bouganvillee che si stagliano contro il cielo azzurro.

Mi sono ricordata la strada costiera, dov'era il nostro camping, alcune calette e molte altre cose, ma ci sono arrivata per caso e non ne ricordavo, o forse non li ho mai saputi, i nomi, e ho continuato a cercare per tutto il tempo una deliziosa piazzetta che ero sicura di aver visitato, e di cui avevo una immagine nitidissina nella mente, prima di concludere che era esattamente quella in cui avevamo l'albergo.


Sarà che con l'età e la saggezza si viaggia in maniera più attenta, più consapevole, si fa attenzione al dettaglio, comunque mi sembra di aver conosciuto più nel profondo questi luoghi, anche se quell'estate di tanti anni fa abbiamo visto molte più cose diluite in molti più giorni. Eravamo, forse, anche distratte dalle persone, dalle nuove conoscenze, per fare attenzione al resto, o semplicemente il modo di viaggiare dei venti anni è troppo diverso da quello dei quaranta, per poterli mettere a confronto.

Ho ripreso a lavorare appena tornata, per me l'estate è praticamente già finita da tempo, però vi auguro lo stesso buone vacanze e buon ferragosto, a risentirci presto!

lunedì 25 luglio 2011

In viaggio


Ci siamo, è arrivato anche per noi il momento di infilare il costume in valigia. I giorni purtroppo non saranno molti, due settimane scarse, poi si tornerà al lavoro, appena il tempo per staccare, forse davvero poco per riprendersi dalla stanchezza.
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E' parecchio tempo che non facciamo una vacanza marinara, dal viaggio di nozze di sei anni fa, quando andammo a Shark Bay, un posto silenzioso, dal mare incredibile, ben diverso dalla confusione e dall'affollamento della vicina Sharm. Negli ultimi anni, invece,  abbiamo sempre preferito montagna o collina, partendo con valigie cariche di felpe, scarpe da trekking e tute da ginnastica, quest'anno si viaggia più leggeri.

Il nostro primitivo progetto, di fare il giro della Croazia, si è sciolto come neve al sole quando ho capito di non avere tanti giorni di ferie a disposizione: abbiamo ripiegato su una meta più vicina, tra Basilicata e Calabria, un posto in cui ho passato un'estate svariati anni fa, una vacanza veramente piacevole, incasinata ma piacevole.
Ci torno volentieri, anche perchè i posti erano incantevoli, il mare limpido e bellissimo.

Fu una vacanza spensierata, forse anche troppo, come un'esplosione di ilarità sopra le righe dopo un inverno durissimo, scuro e doloroso. Partimmo in tre ragazze, col treno, alla volta di un campeggio, per raggiungere altre persone, a me sconosciute. Io, col mio solito senso pratico, mi sono presentata alla stazione con il fedelissimo zaino Invicta, quello reduce dall'Interrail,  con un guardaroba piuttosto spartano, ed un piccolo igloo nuovo di zecca, di cui ero molto fiera.
La mia amica Sabrina invece si presentò con una valigia enorme, in cui c'era dentro di tutto, tipo la borsa di Mary Poppins, tra cui vestiti supersexy e scarpe col tacco alto, look assolutamente adatto alla vita di campeggio.

L'unico mio rimpianto fu quello, unica vacanza nella mia vita, di non aver portato la mia fedele Nikon: i posti erano così belli che pensavo in continuazione a tutte le belle foto che avrei potuto fare e che non avrei fatto.
Il dispiacere arrivò al culmine quando, un tardo pomeriggio, questi amici ci portano in cima al monte, sotto la Statua del Redentore: da lì si abbracciava tutto il Golfo di Policastro, una visione mozzafiato, che raggiunse l'incanto quando il sole cominciò a tramontare dietro il mare, avvolgendo ogni cosa di una luce calda e dorata, e tingendo il cielo e l'acqua di un colore rosso fuoco, una visione indimenticabile.
 Promisi a me stessa che un giorno ci sarei tornata, per cogliere quelle sfumature meravigliose.

Stavolta non dimenticherò la macchina fotografica, ci potete scommettere.

mercoledì 20 luglio 2011

Viaggio a Barcellona: il mercato de la Boqueria


Siamo a passeggio sul lunghissimo rettifilo, più di un chilometro, che collega la centralissima Plaza de Catalunya con il porto, le famose Ramblas: verso la metà, sulla destra, si affaccia un'entrata di ferro e vetri colorati. Non esitate, se passate da queste parti: varcate l'ingresso, e vi tufferete in una atmosfera incredibile di colori e profumi.

mercoledì 13 luglio 2011

Di libro in libro


Mi sono iscritta di nuovo alla biblioteca comunale.
Anche solo fare tutta la strada per arrivarci, in discesa all'andata ma dolorosamente tutta in salita sotto un sole cocente al ritorno, mi è sembrato già un risultato, vista l'apatia di questi giorni. Ve l'ho detto, questo periodo tendo a procrastinare le cose, a fare vita piuttosto contemplativa, in sostanza a perdere un sacco di tempo: in compenso sto riscoprendo il piacere della lettura che, ultimamente, avevo un po' abbandonato.

giovedì 7 luglio 2011

Dopo il silenzio


Ben trovati, miei cari.

Lo so, la mia latitanza dura da tanto, tantissimi giorni di silenzio, forse l'interruzione più lunga nella storia di questo blog, un black out che si è trascinato stancamente fino ad oggi.
Devo essere sincera, rimettermi al computer, riaprire il blog, è stato faticoso. In questi giorni, in un virtuale impulso suicida, ho pensato addirittura di non scrivere più nulla, di lasciarlo morire di inedia, oppure di chiuderlo del tutto.

giovedì 16 giugno 2011

Blu marino


L'ho già detto che Barcellona ha dei colori incantevoli?

Sì, l'ho già detto, e si vede chiaramente anche dalle foto che seguono, non molto diverse da quelle del post precedente, in verità, perchè sempre sul porto ci troviamo: siamo affacciati sul Port Vell, il porto vecchio, riammodernato negli ultimi decenni, su cui affaccia la Dàrsena Nacional.

mercoledì 8 giugno 2011

A passeggio sul Mare


Abbiamo passeggiato pigramente per le Ramblas, quasi frastornati dai colori, dalle persone che sciamano senza sosta lungo questo percorso di un chilometro abbondante, tra fiori, chioschi e palazzi antichi. Questa animatissima strada conduce dritto dritto al mare, ed è stata la meta del nostro primo pomeriggio in città.
Di tutte le città che ho visitato finora, ben poche hanno questo affaccio meraviglioso: la zona marittima della città è veramente un incanto, di colori, di profumi, di gabbiani che solcano il cielo terso.

giovedì 2 giugno 2011

La prima passeggiata per Barcellona


Ed eccoci al racconto di Barcellona!

Ci sono città che rimangono sospese, come congelate nel passato, stagnanti nelle paludi della storia: vivono di rendita dei secoli d’oro e non riescono ad andare oltre, a reinterpretarsi in maniera originale. Roma, ed esempio, è una di queste: negli ultimi anni ci sono stati davvero pochi cambiamenti, nel panorama cittadino, oltre a periferie brutte e disorganizzate che si allungano a macchia d’olio nell’hinterland romano. Di significativo possiamo ricordare l’Auditorium di Renzo Piano, un paio di Musei originali ma ancora piuttosto irrisolti, il Macro e il Maxxi, il futuristico Ponte della Musica appena inaugurato. Davvero poco, se la confrontiamo ad altre capitali europee come Berlino, Parigi e, appunto, Barcellona.

lunedì 23 maggio 2011

Barcellona, aspettaci


Un post frettoloso, tra una valigia ancora aperta e le cartine di Barcellona sparse sulla scrivania.

Siamo in partenza, domattina il nostro aereo spiccherà il volo per atterrare nelle coloratissime terre catalane.



In attesa di raccontarvi per filo e per segno il mio viaggio, vi lascio con dei biscottini molto graziosi, assemblati un po' di fretta e arricchiti da pezzi di cioccolato a latte, un uovo di Pasqua infilato nel freeezer che sto mettendo un po' dappertutto.

Ci sentiamo al mio ritorno!



Biscotti di farro con cioccolato al latte

200 grammi tra farina di farro e 00 (io 100 e 100)
100 grammi di burro morbido
80 grammi di zucchero di canna
1 uovo intero
mezzo cucchiaino di lievito

cioccolato al latte, ridotto a scaglie

Fate la fontana al centro della spianatoia, rompetevi l'uovo dentro, aggiungete il burro a pezzetti morbido, quasi sciolto, lo zucchero, il lievito ed impastate (se dovesse sembrare troppo secca, aggiungete del latte oppure del liquore).

Aggiungete il cioccolato a scaglie, impastando fino ad incorporare tutti i pezzi (ovviamente vanno bene anche le

Impastate, formate la palla, mettete nella pellicola per alimenti in frigorifero per circa mezz'ora.

Stendete la pasta alta tre o quattro millimetri e cominciate a fare le forme con gli stampini.

Disponeteli sulla placca coperta da carta forno (servono due teglie grandi). Infornate nel forno caldo a 180 gradi con una placca al piano inferiore, altrimenti si bruciano.
Il tempo di cottura è di circa 10 minuti, fate attenzione a non bruciarli sotto.

martedì 17 maggio 2011

Cortesie e Matrimoni, un po' di sana critica televisiva

                                                  Cartolina postale, 1908

Chi segue da tempo questo blog sa quanto io sia critica e disinteressata ai programmi televisivi, almeno quelli convenzionali. Diciamo che ultimamente ho abbandonato definitivamente i nostri deprimenti canali ufficiali, per entrare nel meraviglioso mondo delle serie d’oltreoceano in versione originale, coi sottotitoli. Tutto questo dà numerosi vantaggi, in primo luogo migliorare la comprensione dell’inglese, e last but not least vedere in anteprima o in esclusiva telefilm che da noi arrivano, se arrivano, l’anno successivo, spesso con dei pessimi doppiaggi. Mi sono talmente tanto abituata a vedere film e telefilm sottotitolati, che ora mi sembra anche strano vedere gli stessi col doppiaggio in italiano.

domenica 8 maggio 2011

Ricette di famiglia




Dopo la passeggiata a Villa Torlonia, torniamo a noi.
Ho ancora molti luoghi da farvi visitare, luoghi bellissimi di questa città che ho approfondito amorosamente per voi (il Macro, i Musei Capitolini, la romantica casa di Keats e altro ancora) ma anche pezzi di vacanza abruzzese ancora da ricordare (come la deliziosa Pescasseroli).

Il tempo è poco, il lavoro sulle fotografie e sul racconto invece è lungo, per cui centellinerò le mie passeggiate...nel frattempo, vi racconto un pezzetto di famiglia, con  questo bel dolce pieno di mele. Lo so che il tempo delle mele è quasi finito ( non quello cinematografico, quello è finito da un pezzo), ma io adoro le torte di mele, e approfitto fino all'ultimo di questo delizioso frutto invernale.



La ricetta, scritta su un vecchio foglio di carta, è di mia nonna Renata,  conservata amorosamente per quattro decenni da zia Serena (che segue questo blog e che approfitto per salutare, e per ringraziare delle sue succulente cene a cui ci invita spesso).

domenica 1 maggio 2011

Passeggiate romane: La Casina delle Civette


Ed eccoci alla seconda parte della nostra passeggiata all'interno di Villa Torlonia, la Casina delle Civette.

Questo piccolo edificio, di circa venti stanze, venne fatto costruire dal principe Alessandro Torlonia nel 1840, un divertissement ai margini del parco: in origine fu progettata come Capanna Svizzera, secondo una moda iniziata molto prima, per esempio il villaggio fatto costruire da Maria Antonietta nel Petit Trianon alla fine del secolo precedente.

mercoledì 27 aprile 2011

Passeggiate romane: la romantica Villa Torlonia


Ed eccoci in visita ad un’altra bella villa romana, la romantica Villa Torlonia. Di questa gita vi ho ho già parlato precedentemente, raccontandovi un aneddoto risalente ai miei anni di liceo che non starò qui a ripetervi, ma che ancora mi fa sorridere ogni volta che ci penso e che per me è rimasto legato a questi viali ombrosi.


Questa volta ci sono andata da sola,  in uno splendido giorno di aprile, un giorno caldo, insolitamente primaverile: sono scesa con l’autobus a Porta Pia, proprio davanti al varco, la famosa breccia attraverso cui le truppe garibaldine entrarono a Roma nel 1870, infrangendo l’ ultimo baluardo del ultramillenario regno papale.

giovedì 21 aprile 2011

Aprile dolce dormire



Ormai riesco a stare lontana dal blog con pochi e vaghi rimorsi, ma ogni tanto mi rendo conto che non ci si può lasciar sopraffare dalla pigrizia, come sto facendo in questo periodo: non so chi, tra i gatti e me, sia più abulico e sonnolento. Sarà che aprile dolce dormire, almeno così si dice...

giovedì 14 aprile 2011

Giorni svagolini



Due settimane. Il tempo è scivolato davvero, lieve eppure pesante, difficile trattenere i giorni, le ore. Non è successo nulla di significativo, a parte un compleanno con poca voglia di essere festeggiato: non so neanche io perchè mi riesce così difficile concentrarmi su qualcosa.

mercoledì 30 marzo 2011

Stili e tendenze



Sto trascurando questo poverello di blog in maniera veramente vergognosa, diciamocelo. Un po' vivo di rendita, un po' mi vengono i sensi di colpa per questa pigrizia che mi avvolge tutta, sono come imbozzolata in una sorta di letargo ovattato.

lunedì 21 marzo 2011

Aspettando la primavera



Lo so, lo so, queste giornate grigie e ancora fredde non fanno aria di primavera, ma il calendario non mente, oggi chiude ufficialmente l'inverno, per fortuna!

Come augurio propiziatorio, ho fatto un header coloratissimo, al posto di quello nebbioso e tetro dei mesi scorsi: voglio essere ottimista e cominciare a riporre maglioni a collo alto, piumini pesanti, sciarpe e guanti,  a pensare a vestiti più allegri, pieni di fiori, e così avevo voglia di un po' di colore (in questo caso i colori sgargianti di Siviglia) anche per il blog. Tra l'altro, sto iniziando anche a documentarmi su Barcellona, con guide, cartine e giornali di viaggio, per cui sono proprio in sintonia con l'argomento, già proiettata verso itinerari, progetti e cartoline spagnole.

domenica 13 marzo 2011

La difficile arte delle virgole

                          Trastevere, 1972

Oggi niente ricetta, e neanche piacevole passeggiata romana, solo questo articolo leggermente saccente, ma siccome queste idee mi frullano per la testa già da un po’, oggi è il momento di tenere una lezioncina, assolutamente senza pretese, sulla tanto bistrattata arte dello scrivere, solo una semplice disquisizione su un argomento che mi sta molto a cuore.

Non è vero che si scrive poco, che la scrittura negli ultimi anni sia un’arte in progressivo disfacimento.
E’ vero che gli adolescenti moderni oscillano in un lessico farcito di espressioni orribili come tvb, c6, cmq, un trionfo di xké e così via, una specie di linguaggio criptico e comprensibile solo ai minori di anni 20 (facciamo 25, visto che l’età adolescenziale si è innalzato un bel po’, negli ultimi anni, addirittura sconfinando ampiamente nella trentina e oltre).

mercoledì 9 marzo 2011

Bilanciamenti


Bisogna bilanciare le cose negative con quelle positive, o quanto meno provarci.

Ovviamente non sempre è possibile, ci sono cose che è difficile neutralizzare, e poi a volte sembra che il destino continui ad accanirsi: vi è mai capitato di pensare: ormai cosa mi può succedere, di peggio? Meglio non dirlo, perchè al peggio non c'è mai fine.
Però, siccome voglio essere ottimista, e questi giorni di sole e di alberi fioriti e di tiepidi palpiti di primavera mi rendono assolutamente positiva, ho prenotato il mio consueto viaggio primaverile: quest'anno non in solitaria, come faccio di solito, ma con la mamma. Per lei sarà la prima esperienza di viaggio vero, tanto lontano da casa, il primo aereo. Non è mai troppo tardi per cominciare, sono sicura che dopo questo non si fermerà più!

In amletico dubbio tra Barcellona e Berlino, alla fine ci siamo decise per Barcellona: fine maggio, sole, colori, lo stile fantasioso di Gaudì, Paella e mare, che volere di più?

Devo ammettere che tra le città europee che ho visitato, Barcellona è una vistosissima mancanza.
Conosco benissimo il nord Europa, fino alle terre gelide dei fiordi norvegesi, mentre sono davvero carente sul sud del nostro continente...l'esperienza dell'anno scorso a Siviglia è stata davvero positiva (beh, Siviglia era il mio sogno da quando ho iniziato a studiare flamenco, alla fine degli anni Novanta, partivo già piena di sogni e aspettative), sicuramente anche Madrid mi attirava.

Invece Barcellona non so, non mi aveva mai intrigato...fino a quando ho letto il bellissimo libro di Carlos Ruiz Zafòn, che l'ha descritta in un modo talmente affascinante che mi ero ripromessa, prima o poi, di farci un pensierino.
Devo assolutamente rileggermi il libro, prima di partire, per essere totalmente immersa nel suo fascino catalano (da dimenticare invece le pubblicazioni successive dello stesso autore, davvero deludenti, praticamente uno sbiadito plagio di sè stesso). No, devo ammettere che anche il grazioso film L'appartamento spagnolo (di Cedric Klapisch) me l'aveva fatta apprezzarequalche anno prima, una città così moderna ma colorata, mediterranea, ma L'Ombra del Vento è stato determinante!

Più leggo le guide e i reportage, e più mi entusiasmo. Spero che cinque giorni bastino, per immergerci totalmente nei colori e nei sapori della Catalogna...




Un'altra delle cose che ho sperimentato, ultimamente, è la griglia per crostate: l'avevo vista sul blog di Anna, dove trovate anche la spiegazione precisa di come usarla, con le fotografie.
L'ho comprata in un negozio specializzato, ovviamente, e ne sono rimasta soddisfattissima. Non ho trovato particolarmente difficile usarla, una volta imparata la tecnica:  la crostata viene davvero graziosa (ho sempre odiato fare le strisce a mano). In questo caso ho aggiunto anche 100 grammi di farina di farro, per ottenere una consistenza leggermente più rustica.

Dosi Per una teglia da 24 centimetri di diametro

300 grammi di farina  (io 200 grammi 00 e 100 di farro)
125 grammi di burro
130 grammi zucchero
1 uovo intero e 1 tuorlo
1 cucchiaio di Strega


Consiglio per la divisione della frolla:

Ritagliate un cerchio di carta forno delle dimensioni esatte della copertura della vostra teglia, quindi stendetevi una parte della  frolla. Rovesciatela  sulla griglia con la carta forno in alto, e stendetela bene col mattarello senza togliere la carta, in maniera da farla aderire bene alla griglia.

Togliete delicatamente la carta, e fate cadere i rombi di frolla, che userete poi per fare la striscia di chiusura della crostata.

Stendete il resto della frolla sulla carta forno ( io ci disegno la forma precisa delle dimensioni a cui deve arrivare, così non mi sbaglio), quindi mettetela con tutta la carta nella teglia.
Stendete la marmellata, quindi con la frolla avanzata della copertura (rombini e qualche ritaglio) fate la striscia di chiusura.

domenica 6 marzo 2011

Lontananze

                                   Gianicolo, Carnevale 1975

Mi sono resa conto di non scrivere nulla da due settimane.
Forse perchè non avevo nulla da dire, o forse perchè le cose che avevo da dire erano troppo tristi, come un pozzo nero in cui continui a buttare dentro le cose brutte e ci chiudi sopra, a forza, il coperchio, sperando che se ne rimangono buone a ribollire in silenzio.
In realtà, non scompaiono, sono semplicemente lì, sotto la superficie, ad agitarsi nelle acque più profonde e oscure dell'anima, ma prima o poi cominciano a risalire, a farsi sentire, ed ignorarle comincia ad essere impossibile.

Sono stati giorni bui, faticosi, molto simili a quelli di questa estate, dolorosamente troppo simili. Non sto neanche a raccontare tutti gli avvenimenti, dico solo che è stato un buco nero, un vortice di eventi in cui siamo rimasti avviluppati, imprevisto, terribile e inaspettato.

Oltre questo, o forse proprio a causa di questo, la settimana scorsa una brutta influenza che mi ha completamente atterrato, come una reazione fisica ad un dolore mentale,  una protesta di tutto il corpo che esprime, attraverso la malattia, tutto quello che ha di brutto dentro.

Ma si deve reagire, andare avanti, rituffarsi di nuovo nel mondo, nella noia della quotidianità. Si riprende il lavoro, magari di malavoglia, con la testa da un'altra parte, si riprendono le piccole incombenze quotidiane.
Non ho fatto molto, ho trascurato la casa, i miei hobbies, forse anche un po' me stessa.

Ma da domani, di nuovo in pista, sperando di lasciarmi i giorni di pioggia definitivamente alle spalle.

                                               Istituto Santa Rufina, Trastevere, Carnevale 1972

                                               Santa Maria In Trastevere, Carnevale 1971

Ieri pomeriggio, in un impeto inaspettato di energia, mi sono messa a fare frappe e castagnole, un carnevale recuperato in extremis (neanche mi ricordavo che siamo a Carnevale): ho un pessimo rapporto con i dolci fritti, lo ammetto, non li faccio mai. Le frappe mi son venute un po' troppo spesse, d'altra parte senza macchina per stendere la sfoglia non è proprio facilissimo, ma ce le siamo mangiate lo stesso.
Le castagnole, al contrario dell'unica volta che le ho fatte (avevano la consistenza e anche il sapore delle palline da ping pong) non sono venute male: dopo quello sforzo creativo, non ho avuto neanche un guizzo di energia per fotografarle, mi spiace ( e questo vi fa capire quanto sto giù in questi giorni).

Accontentavi della ricetta, senza foto, per stavolta! Grazie a Maria Rosa per la ricetta, l'aggiunta della ricotta all'impasto le ha rese soffici, sicuramente da replicare.

                                       Istituto Santa Rufina, Trastevere, Carnevale 1978

Castagnole di Maria Rosa

200 grammi di farina
100 grammi di zucchero
100 grammi di ricotta
2 uova intere
1 tazzina di liquore (io Strega)
buccia di limone grattugiata
mezza bustina di lievito

Olio di semi

Fare l'impasto dentro una ciotola, con la forchetta, mescolando zucchero, uova e ricotta, il liquore e la buccia di limone.

Aggiungere farina, lievito, fino a formare un impasto molle.

Mettere sul fornello una padella capace, far raggiungere all'olio il bollore.
Aiutandosi con due cucchiaini, far cadere nell'olio bollente l'equivalente di mezzo cucchiaino di impasto, non di più sennò vengono troppo grandi.
Farle dorare da ambedue le parti, senza farle troppo colorire troppo ( io ho tenuto il fuoco abbastanza dolce)

Appena scolate, spolverare di zucchero a velo (oppure semolato).

lunedì 21 febbraio 2011

Arte Contemporanea a Roma: il Maxxi


Ed eccoci nel nuovissimo museo di Roma, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, inaugurato lo scorso maggio. In realtà, credo che sia ancora da terminare, per quanto riguarda la sistemazione del piazzale antistante, e soprattutto da riempire: per ora non c’è moltissimo, tranne una bella mostra su Pierluigi Nervi, un vero innovatore nel campo dell’architettura del dopoguerra.

Il Maxxi si trova nel moderno Quartiere Flaminio, proprio nelle vicinanze del Palazzetto dello Sport progettato da Nervi per le Olimpiadi del 1960: un quartiere abbastanza moderno, tranquillo, non lontano da Piazza del Popolo.
L’edificio ha un andamento irregolare, sinuoso, certamente per occupare al meglio uno spazio ad L: si tratta di un edificio di cemento chiaro, in cui la caratteristica che si nota al primo colpo è l’uso del vetro, nella facciata e anche nella parte superiore aggettante. Il Museo è stato progettato dalla architetta anglo-irachena Zaha Hadid (un’altra donna, come Odile Decq, l’architetta francese del Macro)





Questo è uno dei rari musei, però, in cui più che il contenuto, risulta importante il contenitore: anzi, direi che sarà piuttosto difficile riempirlo con qualcosa all’altezza (anche perché, in questo forse ha ragione un noto critico d’arte: voglio proprio vedere come appendono dei normali quadri a delle pareti curvilinee e fortemente inclinate)… ma forse bisogna ripensare del tutto l’idea del museo classico, della quadreria con i quadri in fila, nelle loro belle cornici come siamo abituati ad immaginare.  Mi pare ovvio che le nuove tendenze museali stanno andando in tutta un'altra direzione.








Non amo le architetture moderne, in generale, a meno che non siano davvero armoniche, oppure colorate, oppure geometricamente affascinanti (come la Defense a Parigi, ad esempio): in questo caso ci ho trovato un’armonia cromatica e geometrica davvero interessante.


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